Il Blog di Frontiera Sud

“I can’t Breathe”. Ovvero la necessità di respirare

L’omicidio di George Floyd non è soltanto una delle più schiaccianti ripresentazioni di una società razzista. È il paradigma di una struttura di dominio. Una struttura di dominio che prevede che una determinata parte della popolazione possa arbitrariamente smettere di avere diritti.   In questi giorni negli Stati Uniti montano le proteste e la frase di George Floyd “I can’t breathe”, già diventata tristemente famosa nel 2014 dopo l’assassinio di Eric Garner1, è ritornata ad essere un simbolo.  Il poliziotto che schiaccia la gola di Floyd sull’asfalto è il simbolo della segregazione, delle umiliazioni, dei

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E se il leone incontrasse il lupo? Riflessioni a partire dalla poesia “children” di Stefano Benni

"Nella mia fiaba c’è un lupo Nella tua fiaba c’è un leone In un’altra fiaba c’è una foca bianca E in un’altra un drago di giada Ma se io la racconto a te E tu la canti per me In fondo si assomigliano Poi c’è una storia scritta dai grandi Dove c’è un uomo che non ride mai Che prende i libri delle fiabe Li straccia e li butta nel fuoco E non vuole che io legga le tue parole Né che tu legga le mie Anzi vuole alzare un muro Perché noi non

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Iniziazione e coronavirus

I popoli “primitivi” (che primitivi non erano, ma questa è un’altra storia) possono insegnarci qualcosa in merito all’esperienza collettiva di “sospensione” che stiamo vivendo. Nella loro vita sociale era prevista una fase rituale più o meno lunga (da pochi giorni a qualche anno) che gli antropologi hanno chiamato “iniziazione”. Cioè una “azione” per “iniziare” qualcosa di nuovo: la condizione di adulto, di guerriero, di capo, di donna fertile. Il rituale prevedeva l’eliminazione di tutto ciò che si era stati fino a

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Lockdown e confinamento dei migranti: Le contraddizioni del trattenimento nella pandemia Covid-19

I Centri per il rimpatrio, istituiti ormai più di vent’anni fa con il D.lgs. 286/1998 (TU Immigrazione), sono le strutture destinate al trattenimento delle persone migranti rintracciate in condizione di irregolarità sul territorio – o alla frontiera – e destinatarie di un provvedimento di espulsione. Il trattenimento è una misura amministrativa di limitazione della libertà personale che formalmente non ha natura sanzionatoria ma mera ente strumentale all’esecuzione dell’espulsione. Nel 2015 è stata introdotta la possibilità di trattenere i richiedenti asilo, in base a presupposti in parte diversi dai migranti “irregolari”, tra cui nella prassi il più frequente

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La fobia della maschera

In Europa, e in particolare nei paesi cosiddetti avanzati, ci è voluto tempo per accettare la funzione protettiva delle mascherine. In Germania fino a poche settimane fa la maggioranza delle regioni era contraria all’obbligo di portarle in pubblico. E anche gli istituti di salute e di epidemiologia, tra cui il famoso Robert Koch Institute, per tante settimane non trovavano una linea comune. Allo stesso tempo però, il successo, temporaneo che fosse, della politica di contenimento del virus nei paesi sudestasiatici

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Editoriale: Abitare la Frontiera Sud. Oggi più che mai.

E’ da secoli che il meridione rappresenta la periferia dell’Europa. Oggi intere aree sono spopolate, i giovani non immaginano più un futuro e la popolazione invecchia. Stanno venendo irrimediabilmente meno le risorse intellettuali e sociali che permettono lo sviluppo e il cambiamento dei territori. Intanto ancora oggi, e nonostante la piena emergenza nazionale, sguardi esterni lo appiattiscono su stereotipi e luoghi comuni: il Sud lento, sfaticato, dove non funziona nulla.  Poco più di un anno fa abbiamo fondato Frontiera Sud decisi a non rassegnarci a questa retorica. Noi, giovani precari già designati come carne da

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Società divise in Buoni e Cattivi

“Società divise in buoni e cattivi: negli inferni delle periferie cittadine sono in agguato i condannati di pelle scura, i colpevoli della loro povertà e con tendenza ereditaria al crimine: la pubblicità gli fa venire l’acquolina in bocca e la polizia li scaccia dalla tavola imbandita. […] Il carcere e le pallottole sono la terapia dei poveri. Fino a venti o trent’anni fa, la povertà era frutto dell`ingiustizia. Lo denunciava la sinistra, lo ammetteva il centro, raramente lo negava la

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Antidoto al “Prima gli Italiani”

Le aree interne del Meridione e il rapporto tra accoglienza e identità locale Foto di "Piccoli Comuni del Welcome" La retorica del “prima gli italiani”, o del “prima gli europei”, i campani, i salernitani (…), contribuisce a far percepire il fenomeno migratorio – e di conseguenza il sistema di accoglienza – come un’offesa, o peggio una minaccia al “popolo” della nazione.  Per quanto la pervasività di questa retorica vada letta quale esito della strumentalizzazione politica di

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Vi racconto una mia giornata tipo e quello che osservo

Uno dei doni più grandi che mi hanno regalato gli studi universitari, in particolare le scienze sociali, è lo sguardo consapevole. Guardare in modo consapevole significa prima di tutto sapersi collocare nello spazio e nel tempo rispetto ai fenomeni che si osservano. Di conseguenza i racconti, le opinioni, le riflessioni che scaturiscono dall’osservazione della realtà non sono mai verità assolute, ma solo punti di vista. Non tutti i punti di vista, però, sono equivalenti, un conto è essere seduti in

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